La morte di una persona cara a casa è un vero shock per chi la circonda! Lo stress, il dolore e l’ansia sono travolgenti e spesso si crea un vero e proprio caos. In questi momenti i pensieri sono concentrati esclusivamente sulla perdita subita, ma non sui passi da compiere per affrontare i compiti urgenti che si presentano.
Prima di chiamare chiunque altro, affrettatevi a rivolgervi a degli specialisti che possano registrare il decesso. Il passo successivo è informare l’agenzia di pompe funebri che avete scelto, affinché possa avviare l’organizzazione del funerale e di tutto il necessario.
Cosa fare in caso di decesso durante la notte?
È di fondamentale importanza avere il contatto di un’agenzia funebre aperta 24 ore su 24, in modo da poter contare su qualcuno in quel momento. Non dimenticate che chiamare e svegliare i propri cari e i parenti per dare una notizia del genere è una delle cose peggiori che si possano fare.
Una volta accertato il decesso, è necessario che gli specialisti provvedano immediatamente alle operazioni relative alla salma e all’organizzazione del funerale.
Quali sono le procedure da seguire in caso di decesso a domicilio?
Per aiutarvi ad affrontare al meglio questa situazione, noi dell’agenzia funebre “Haron”, attiva 24 ore su 24, abbiamo preparato una serie di indicazioni da seguire in caso di decesso di una persona cara a casa vostra.
- Contatta il tuo medico di famiglia.
Nei casi in cui il decesso sia avvenuto a domicilio, la prima e più importante cosa da fare è contattare il medico curante del defunto, che ha le competenze necessarie per certificare il decesso. Quest’ultimo, a sua volta, dovrà recarsi presso la vostra abitazione e rilasciare il cosiddetto «certificato di morte». Se avete deciso di procedere alla cremazione, è importante avvisare il medico di famiglia affinché rilasci anche il documento necessario per la cremazione, ovvero il «permesso di cremazione». Nel caso in cui non riusciate a contattare il medico di famiglia, non esitate a rivolgervi al nostro team dell’agenzia funebre «Haron», attiva 24 ore su 24, che si occuperà di tutta la documentazione necessaria.
Un aspetto importante che vorremmo segnalarvi riguarda i casi in cui il decesso avviene in ospedale e la documentazione viene rilasciata dal medico curante. Nella maggior parte delle strutture sanitarie è obbligatoria l’autopsia. Se non desiderate che venga effettuata, dovete compilare una richiesta di esonero dall’autopsia.
Molto spesso, quando il decesso avviene in un ospizio o in una casa di riposo, vi informano della morte del vostro caro solo dopo aver chiamato l’agenzia di pompe funebri con cui collaborano (a fronte di un onorario elevato). In tal caso, quando vi recate sul posto, vi accorgete di non poter vedere il vostro caro un’ultima volta, poiché è già stato trasferito in una cella frigorifera e vi viene comunicato che «la loro» agenzia funebre si occuperà di tutto, privandovi così del diritto di scegliere un’agenzia funebre. Prima di intraprendere qualsiasi azione, informatevi sul prezzo esatto presso l’agenzia funebre in questione, perché il compenso che riceve l’hospice lo pagate voi. Siate consapevoli che avete tutto il diritto di cambiare l’agenzia funebre e di sceglierne una vostra, nonostante le pressioni esercitate.
- Contattate un’agenzia di pompe funebri.
In caso di decesso a domicilio, dopo aver contattato il medico di famiglia, non dimenticate di rivolgervi immediatamente anche a un’agenzia di pompe funebri aperta 24 ore su 24. Siamo a vostra disposizione 24 ore su 24 per alleggerire il peso di questa situazione e assistervi il più rapidamente possibile.
- Non fatevi prendere dal panico.
Questo momento rappresenta una dura prova per lo stato emotivo e psicologico dei familiari in lutto. Riunitevi e contattate un’agenzia di pompe funebri aperta 24 ore su 24, poi lasciatevi andare alle emozioni.
Consigli in caso di decesso a domicilio.
Qualunque consiglio diamo, non sarà mai abbastanza, perché tutta la famiglia di “Caronte” è consapevole delle difficoltà che si presentano quando si affronta la morte in casa e si vive un trauma del genere. Tuttavia, se ciò dovesse accadere, i vivi devono fare in modo che il defunto «parti» nel modo più rapido e sereno possibile per lui stesso e nel modo più sicuro possibile per i suoi cari in questo viaggio.
Perché si tratta di un passaggio lungo e importante – una sorta di cambiamento di status che non può avvenire senza i cari del defunto. Essi devono fare in modo che il defunto, da persona viva con un proprio posto tra gli esseri umani terreni, possa trasferirsi e trovare il proprio posto nella gerarchia degli antenati, senza smarrirsi lungo il cammino, senza fermarsi nel suo percorso. Affinché ciò avvenga, ai vivi sono richieste determinate azioni obbligatorie e vengono imposte le più severe proibizioni. Perché fin dall’inizio del passaggio incombe il pericolo dello spazio intermedio, in cui si trovano le anime erranti che non sono riuscite ad abbandonare del tutto la terra, pur non appartenendovi più completamente, e che non sono riuscite a inserirsi nella comunità delle anime «pure» per ottenere lì il proprio status.
Rimanere nel mezzo significa rimanere nel caos, in un mondo disordinato, nell’oscurità, non avere un proprio confine preciso, un limite, una definizione, invadere di conseguenza un territorio altrui e proibito ed essere pericoloso per le persone che si trovano lì. Si tratta di un mondo demoniaco, parallelo a quello reale, in cui il defunto non deve finire non solo per il proprio bene, ma anche per la tranquillità e la sicurezza dei propri cari. E poiché ciò può comunque accadere, fin dal primo istante della morte emerge la dicotomia, il duplice atteggiamento nei confronti del defunto.
È la persona cara per cui si piange, ma anche l’anima potenzialmente pericolosa al confine tra i mondi. Entrata nel caos e nell’oscurità, è ancora in grado di fungere da mediatrice, portatrice del pericolo che da lì si nasconde. Il defunto si avvicina per status al bambino non battezzato, solo che il suo cammino è verso l’esterno, oltre la porta. Lì non avrà più bisogno della sua identità terrena. È come se dovesse fondersi con la natura, con la sua fertilità primordiale, prima di riemergere con un volto nuovo, di varcare la soglia verso un altro mondo, un altro ordine. Ma prima di allora rimane ancora pericoloso per i suoi conoscenti terreni. Cesserà di essere una minaccia solo quando avrà attraversato il caos, nel mondo celeste e ordinato degli antenati, che proteggono e aiutano i discendenti viventi. Per questo non bastano tre, nove o quaranta giorni, ma un intero anno. E il rigoroso rispetto di tutti i requisiti e i divieti.
Tutte le pratiche rituali del giorno della morte, del funerale e delle commemorazioni che seguono fino a un anno dopo mirano proprio a creare le condizioni per questo difficile passaggio dall’ordine terreno a quello celeste e a impedire che le anime erranti finiscano nello spazio pericoloso.
Lo scopo e il significato di ogni rituale cerimoniale consistono, in definitiva, nel mettere ordine e organizzare la società e le persone che ne fanno parte, garantendo armonia ed equilibrio tra di loro. E se per i rituali qui sulla terra il risultato è evidente, per quelli legati alla morte esso è invece piuttosto ipotetico, condizionale e poco chiaro. Forse proprio per questo motivo, sia le prescrizioni che i divieti erano per gli antichi bulgari ancora più necessari e vincolanti.
Ognuno si forma da sé la propria visione della morte, del passaggio a miglior vita e dei riti funebri. Siamo a vostra disposizione 24 ore su 24 per offrirvi una prospettiva e consigli su come affrontare la morte di una persona cara a casa.